Ordine Morale Augusta Taurinorum Cavalieri Templari nel Mondo
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Augusta Taurinorum Cavalieri Templari nel Mondo

Cenni storici

Nel 1118, terminata la Prima Crociata, nove Cavalieri capeggiati da Hugues de Payns decisero di abbandonare ogni ricchezza e offrire le loro spade alla protezione dei pellegrini che si recavano in Terrasanta. Il re di Gerusalemme Baldovino II ammirando, le scelte di questi nobili Cavalieri concesse loro di acquartierarsi nella moschea di Al Aqsa, nei pressi del luogo dove si ritiene un tempo sorgesse il Tempio di Salomone. Da questa vicinanza nacque il titolo di “Ordine del Tempio” e i suoi Cavalieri divennero  la “Milizia dei Poveri Cavalieri di Cristo del Tempio di Salomone”, più semplicemente  “Templari”.
Con il trascorrere degli anni e per intervento di San Bernardo che compose il “De Laude Novae Militiae” esaltando le Virtù di questi Cavalieri, l’Ordine crebbe e acquisì numerosi privilegi fra i quali, dopo il riconoscimento ufficiale della Chiesa di Roma nel Concilio di Troyes del 1128, quello di autonomia da ogni autorità civile e religiosa e la dipendenza diretta del Pontefice.

I loro possedimenti furono esenti da qualsiasi tassa e innumerevoli furono le donazioni destinate al “Tempio”.
Parteciparono a Crociate e battaglie distinguendosi per abilità, coraggio e sprezzo delle superiorità numerica degli avversari.
Nel volgere di qualche decennio le loro magioni (commende) si sparsero  in tutta l’Europa, facendo dei Templari una potentissima organizzazione finanziaria. La fama di abilità e onestà che li circondava e la sicurezza dei loro insediamenti militari, pressoché inespugnabili, li trasformò in eccellenti banchieri cui ricorsero i potenti dell’epoca. Si attribuisce loro la creazione delle prime “carte di credito” che consentivano ai pellegrini di viaggiare da una Commenda all’altra senza avere con sé le ricchezze necessarie al viaggio che avevano depositato all’atto della partenza, garantendosi la protezione e l’ospitalità dei cavalieri dal mantello bianco, ornato di una croce rossa sulla spalla sinistra.

Furono temuti e stimati dagli avversari con i quali, nei periodi di pace, ebbero numerose frequentazioni, contribuendo all’avvicinarsi della tradizione cristiana a quella islamica.

Il giudizio comune degli storici sostiene che a causa di questi contatti, giudicati pericolosi per la cristianità, ma anche per le enormi ricchezze accumulate, i Templari si attirarono l’odio del re di Francia, Filippo IV° detto il “Bello” che, oltre ad aver ricevuto il rifiuto all’ingresso di suo figlio nell’Ordine, era anche fortemente indebitato nei riguardi del “Tempio”. Nel 1307 egli indusse Papa Clemente V a mettere sotto inchiesta l’Ordine accusandolo di eresia.

Persecuzioni, lunghe detenzioni e le torture dell’Inquisizione  – culminate con l’uccisione di molti cavalieri – fiaccarono le forze dell’Ordine, abituato ad affrontare i nemici in combattimento, ma incapace di reagire alle meschine ragioni di stato e ai tradimenti. Nel Concilio di Vienne, dopo la “Vox in excelso” che sopprimeva l’Ordine, venne emanata nel 1312, una nuova bolla – “Ad providam Christi Vicari” – con la quale il Papa destinava i beni dei Templari all’Ordine degli Ospitalieri,  (Cavalieri dell’ Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme) i quali, circa dopo due secoli dopo, assumeranno il nome di Cavalieri di Malta. L’Ordine del Tempio – per la Chiesa – era di fatto sciolto.

Il Gran Maestro dei Templari Jacques de Molay, imprigionato con altri dignitari e costretto sotto tortura, a confessare colpe ignobili, ebbe modo di ascoltare il 18 marzo 1314 le accuse che gli venivano mosse sulla base delle sue “confessioni”. Indignato ritrattò con orgoglio ogni parola, accettando così la tragica conseguenza di essere messo a morte al rogo insieme al Precettore di Normandia Goffredo di Charney. Il fuoco arse la sera stessa su un isolotto della Senna a Parigi, e secondo la storia “ufficiale”, questo supplizio decretò la fine dell’Ordine.

Ma il rogo non ebbe ragione del mito che di lì a qualche tempo ebbe a svilupparsi e che ancora aggi permea vasti strati della cultura delle regioni dell’Occidente, in quei Paesi dove l’Ordine nacque, prosperò ed infine incontrò il suo terribile destino.